
Dettagli e motivazione dell’introduzione
Il Bonus Turismo 2026 non è un voucher per le vacanze delle famiglie come quello sperimentato nel 2020, ma un’agevolazione fiscale dedicata ai lavoratori dipendenti del comparto turistico, della ristorazione e dell’ospitalità.
La misura è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) e resta attiva dal 1° gennaio al 30 settembre 2026, coprendo così l’intera stagione turistica estiva e parte di quella primaverile e autunnale.
L’obiettivo principale è sostenere il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori che affrontano turni notturni o straordinari nei periodi di maggiore afflusso turistico, contribuendo ad aumentare la competitività del settore e ad attenuare il problema della carenza di personale stagionale.
Funzionamento e requisiti per ottenerlo
Il bonus si traduce in un trattamento integrativo pari al 15 % delle retribuzioni lorde maturate per:
- lavoro notturno;
- lavoro straordinario nei giorni festivi.
Questa maggiorazione, completamente esentasse, viene inserita direttamente in busta paga dal datore di lavoro, il quale poi recupera l’importo anticipato tramite compensazione fiscale. Per poter accedere al beneficio è necessario:
- Avere un contratto da dipendente nel settore turistico, della ristorazione o dell’ospitalità;
- Aver percepito, nel periodo d’imposta 2025, un reddito da lavoro dipendente non superiore a 40.000 €;
- Presentare una domanda al datore di lavoro, accompagnata dall’autocertificazione del requisito reddituale.
Questa procedura “a richiesta” distingue il bonus turismo dalle agevolazioni automatiche, rendendo fondamentale la collaborazione tra lavoratore e datore di lavoro.
Un supporto al settore turistico italiano
Il Bonus Turismo 2026 si inserisce in un ampio quadro di incentivi e investimenti voluti dal Governo per il rilancio e la modernizzazione del comparto turistico. La Legge di Bilancio 2026 introduce infatti anche strumenti di sostegno per le imprese, tra cui:
- strumenti per la digitalizzazione e sostenibilità delle strutture turistiche;
- fondi a favore di investimenti privati nel settore, compresi contributi a fondo perduto;
- incentivi per la crescita e la destagionalizzazione del turismo italiano.
Queste misure sono pensate per affrontare alcune criticità come la stagionalità e la carenza di personale qualificato, consentendo al sistema turistico italiano di rispondere meglio alle esigenze della domanda interna e internazionale.
Differenze con il Bonus Vacanze tradizionale
È utile distinguere il Bonus Turismo 2026 dal bonus vacanze introdotto nel 2020 per stimolare i consumi turistici delle famiglie: quest’ultimo prevedeva un voucher fino a 500 € per soggiorni in Italia per nuclei familiari con ISEE entro determinate soglie e veniva utilizzato tramite l’app IO per pagare le strutture ricettive. Quel bonus non è stato riproposto nella forma originaria nel 2026.
Pertanto, nel 2026 non esiste un bonus vacanze universale per i turisti, ma incentivi mirati soprattutto ai lavoratori e agli operatori del settore, indirizzati a rafforzare il tessuto produttivo e occupazionale dell’intera filiera.

Lascia un commento