L’insufficienza venosa. Cos’è e cosa fare

L’insufficienza venosa agli arti inferiori è una patologia molto comune in Europa. Si pensi che quasi il 50% della popolazione al di sopra dei 50 anni soffre di disturbi venosi.

Questa patologia spesso sottovalutata dalle donne, può portare a complicanze anche gravi, ecco perché è bene curarla e prevenirla.

 

Di cosa si tratta

L’insufficienza venosa è un disturbo della circolazione caratterizzato da un reflusso del

sangue dal sistema venoso profondo a quello superficiale.

 

Come si presenta e quali sono i sintomi

La patologia si presenta inizialmente con gonfiore alle caviglie, senso di pesantezza alle gambe, formicolii e dolori. Molto comuni le vene reticolari (i cosiddetti capillari) per arrivare  alla comparsa di vene varicose (ossia vene dilatate e tortuose sulla superficie delle gambe), fino ai casi più gravi in cui i si presentano anche lesioni cutanee e ulcere attive.  Altri sintomi sono crampi, soprattutto la notte e nei periodi più caldi.

L’insufficienza venosa porta a cambiamenti della pelle, che prendono il nome di dermatiti da stasi venosa: la pelle in tal caso può diventare dura, spessa, secca e purginosa e assume un colore bruno-rossastro.

 

Fattori di rischio

Benché i dati scientifici a riguardo non siano certi, è noto che influiscono sui disturbi venosi fattori congeniti, ma anche il sesso (quello femminile è più colpito), l’età, la gravidanza, la sedentarietà, il peso corporeo e l’esposizione alle temperature elevate.

 

Prevenzione e cura

Per prevenire e curare tali disturbi è bene:

  • evitare la vita sedentaria e fare movimento, in particolare camminare quotidianamente  per stimolare la circolazione sanguigna degli arti inferiori;
  • evitare posizioni erette o da sedute per tempi prolungati;
  • usare calze elastiche appositamente brevettate;
  • dormire con le gambe leggermente sollevate;
  • evitare le fonti di calore e bagnarsi spesso durante l’esposizione solare;
  • camminare sulla battigia.

Possono essere utili inoltre i trattamenti termali, i bendaggi estetici e trattamenti naturali a base di ippocastano, centella, mirtillo.

 

Le terapie possibili sono tre:

  • I trattamenti farmacologici, da effettuare sotto rigoroso controllo medico,
  • le terapie sclerosanti, per le vene reticolari e a volte per le vene varicose (anche in questo caso rivolgersi a personale medico specializzato)
  • le terapie chirurgiche, per i casi più gravi.

 

Le terme: le terapie termali sono un toccasana per chi soffre di disturbi circolatori. Hanno infatti un’azione analgesica, antispastica e tonificante. In particolare sono utilissimi i percorsi in vasche a diverse temperature: alternare le camminate in acqua calda e fredda  attiva efficacemente la circolazione portando notevoli benefici.

 

 


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