La dieta degli astronauti: cos’è e come funziona

Volete provare l’ebrezza di una alimentazione innovativa? La dieta degli astronauti è quello che state cercando.

Sono gli anni sessanta e alla NASA tutti pensano a come sbarcare sulla Luna. L’equipaggio era sottoposto a incessanti allenamenti che mettevano a dura prova il fisico, per questo svilupparono la dieta degli astronauti, necessaria per eliminare ogni possibile fastidio gastrointestinale e ricevere tutte le sostanze nutrienti. Gli scienziati della NASA hanno dovuto studiare un’alimentazione per il proprio staff che potesse eliminare il gas nello stomaco di chi doveva recarsi nello spazio.

Durante la fine degli anni sessanta, la dieta degli astronauti era molto rigida poiché permetteva una perdita di peso in poco tempo. C’erano poche e semplici regole: niente grassi e zuccheri, i carboidrati dovevano essere minimi e si doveva consumare almeno due litri di acqua e solo 500 calorie al giorno. Avete letto bene, solo cinquecento calorie. Grazie a questa alimentazione gli astronauti potevano perdere fino a 10 chili in soli 13 giorni. Una dieta senza olio, burro, zucchero, biscotti e ogni tipo di latticini e bibite gassate, alcol e verdure piene di amido.

Per fortuna la dieta fu rivisitata dalla NASA che preferì un approccio meno rigido. Questa nuova tipologia di alimentazione ebbe un grande successo e fu utilizzata in numerose mense aziendali. Naturalmente, parlando di cibo, c’è un italiano dietro a questo grande cambiamento: il padovano Stefano Polato, che da diversi anni prepara i pasti per vari astronauti come la famosa Samantha Cristoforetti. Il nuovo regime alimentare vuole una divisione quasi matematica delle sostanze nutritive: 50% frutta e verdura, 25% cereali e 25% proteine. Un piatto che rispecchia la nuova dieta degli astronauti può essere il pollo alla curcuma, o riso integrale al radicchio, o un mix di legumi o frutta di stagione. In questo modo la perdita di peso è più graduale e comporta meno rischi per la salute.  


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