La riflessologia plantare: il benessere attraverso i piedi

E’ risaputo che i massaggi possono influire positivamente sul benessere psicofisico; a questo proposito un’antica , ma attuale tecnica, risulta di particolare interesse: stiamo parlando della riflessologia plantare, una pratica di massaggio da effettuare su piedi e mani, per cui sollecitandone opportunamente determinati punti, un’altra parte del corpo, “di riflesso”, ne trarrà beneficio.

Questa pratica viene utilizzata in particolare nel caso di disturbi dell’apparato circolatorio, nervoso e  muscolare. Si ritiene inoltre che possa avere uno scopo, non solo terapeutico, ma anche preventivo, in quanto è possibile valutare attraverso di essa, lo stato di salute dell’individuo.

Ma di cosa si tratta esattamente? La riflessologia è una terapia olistica di origini antiche: furono Cinesi e Indiani, nel VI sec. a.C., i primi a praticare i massaggi ai piedi e terapie che si basavano sul principio  che parti lontane del corpo fossero in realtà collegate tra loro. Ma la riflessologia moderna fa particolare riferimento alle teorie di William Fitzgerald, che sviluppò i precedenti studi del XVII sec. di  Sir Henry Head e Pehr Hrnrik Ling, i quali avevano già posto l’attenzione sul legame che vi è tra pianta del piede e altri organi del corpo.

Fitzgerald parlò di terapia zonale: secondo lui sul corpo si possono individuare dieci zone somatiche che corrispondono ad altrettante zone podaliche, del piede: sollecitando una di queste, attraverso il massaggio, l’organo corrispondente ne trae beneficio.

Quanto alla modalità di esecuzione del massaggio, con le dita (e a volte con piccoli strumenti ), si esercitano delle pressioni sui punti interessati della pianta del piede  (o del palmo della mano): i riflessi vengono così trasmessi all’unità organica corrispondente attraverso quelle che vengono definite “vie biomatiche”, che si possono immaginare come flussi energetici. Il disturbo sarebbe causato dal blocco di tali vie e il massaggio provvederebbe a sbloccare il l flusso.

 

Il massaggio vero e proprio non è casuale ma deve essere eseguito secondo opportuni criteri, relativi:

– alla direzione del massaggio,

– alla pressione con cui questo viene eseguito,

– alla durata di ogni pressione, la quale comunque non supera i 10 secondi.

Una terapia non consiste però in un singolo massaggio, ma generalmente deve essere preceduta da un attenta analisi  dei disturbi e in base a questa viene scelto un percorso terapeutico di più sedute di durata crescente (variabile dai 10 a i 30 minuti circa).

C’è da considerare, comunque, che il riflessologo non è un medico e che la riflessologia non è una medicina alternativa ma una terapia complementare, dunque di supporto a quella convenzionale; perciò, è consigliabile fare comunque sempre riferimento al proprio medico per la diagnosi vera e propria del disturbo.

Fatto ciò, la riflessologia si presta molto bene ad  aiutare a risolvere quelli che sono i più comuni disturbi, come emicranie e  tensione nervosa.

 

 


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