La dieta mediterranea promossa dall’ONU come “sana” nella risoluzione “salute globale e nutrizione”

La tipica dieta italiana ha collezionato un prezioso riconoscimento dalle Nazioni Unite.

Che la dieta mediterranea fosse una delle migliori al mondo era cosa nota, ora però vi è anche il riconoscimento ufficiale dell’ONU. L’Organizzazione Mondiale delle Nazioni Unite ha infatti rigettato la proposta di inserire un’etichetta di pericolosità sui tipici alimenti italiani e una tassazione specifica dei suddetti alimenti. Una delegazione aveva infatti chiesto che su alimenti particolarmente grassi o con alto contenuto di zucchero e sale fosse inserito un logo “a semaforo” sull’etichetta per sottolinearne la potenziale pericolosità. A rischio vi erano dunque i vari parmigiano, olio di oliva e prosciutto ma l’Assemblea Generale ha respinto il ricorso.
L’ONU ha quindi adottato la Risoluzione su “salute globale e nutrizione”. Al suo interno si indicano le diete e gli stili di vita sani e nella quale viene tutelata la dieta mediterranea. L’obiettivo è quello di contrastare la malnutrizione e la cattiva alimentazione.
La delegazione italiana si è impegnata per proteggere i prodotti Made in Italy, inizialmente accusati di avere un alto contenuto di grassi, sale e zucchero.

I commenti delle istituzioni e delle associazioni di categoria


Grazie al lavoro delle istituzioni l’etichetta sarà specifica sui valori nutrizionali e non sulla “pericolosità” degli alimenti. Niente semaforo sulle etichette dunque e via libera a tabelle con valori nutrizionali specifici. “L’esito è finale è senza dubbio anche un successo italiano. Abbiamo lavorato per mesi, impegnandoci nelle diverse sedi e a tutti i livelli” ha commentato il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Enzo Moavero Milanesi. “Si è così evitato che fuorvianti e approssimative tesi potessero ostacolare con tasse discriminatorie le tradizionali produzioni della nostra filiera agroalimentare”.
Anche Luigi Scordamaglia, presidente di Filiera Italia, ha accolto con un plauso la decisione dell’ONU: “È un successo globale dell’Italia, del suo modello alimentare e delle sue eccellenze […] È la vittoria della qualità dei prodotti naturali sui prodotti di sintesi e di laboratorio. Oggi hanno vinto le filiere agroalimentari fatte da milioni di agricoltori e PMI su poche multinazionali che vorrebbero gestire in laboratorio l’alimentazione del futuro”. Scrodamaglia ha posto l’accento sull’”etichettatura nutrizionale che faccia scegliere in trasparenza il consumatore rendendolo consapevole, piuttosto che spingerlo a preferire certi cibi piuttosto che altri attraverso colorazioni ingannevoli che penalizzano prodotti di eccellenza come l’olio di oliva”.
Soddisfazione arriva anche da Coldiretti: “L’attenta e preziosa attività diplomatica del nostro paese ha permesso di evitare bollini allarmistici o tasse per dissuadere il consumo di certi alimenti che avrebbero messo alla gogna l’85% dei prodotti a denominazione di origine (dop)” ha spiegato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti.


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